giovedì 2 dicembre 2010
Diario della liberazione - Giorno 2
oggi iniziamo le nostre discussioni creando un diario, Il Diario della Liberazione.
Da che cosa? semplice: da chi ieri sera ha deciso di occupare la nostra Facoltà di Architettura e ha causato disagi nelle città di tutta Italia. Mi auguro però di chiudere il prima possibile questa sezione del nostro blog, perchè vorrebbe dire è ristabilita la tranquillità.
La situazione di martedì l'abbiamo già presentata nell'articolo precedente ed è stato contornato da diverse uscite su giornali, facebook e siti internet.
MERCOLEDI' 1 DICEMBRE
Una giornata di pausa, utile per riflettere sull'operato del giorno prima e per rispondere alle varie dichiarazioni sparse nei vari media.
Sembra finalmente una giornata tranquilla quando veniamo a sapere che RUA ha occupato la Facoltà di Architettura.
Notizia appresa tardi, nostra organizzazione goliardicamente cazzeggiante, risultato: corsa contro il tempo per preparare la controccupazione.
A domani con una nuova pagina del Diario della Liberazione di AU!
martedì 30 novembre 2010
Blitz di liberazione del Comune di Ferrara
La riforma universitaria è in dirittura di arrivo e gli animi si scaldano, anche a Ferrara.
Erano le 10 di questa mattina, avevo trovato un giorno libero per poter studiare (ogni tanto mi tocca) quando mi arriva una chiamata dai ragazzi che erano a lezione a medicina dicendomi che la sinistra stava urlando per tutta la facoltà cercando di convincere gli studenti ad andare a occupare il Comune per protestare contro la riforma dell'Università.
Non ci penso 2 volte: passo al partito a prendere bandiere e megafoni e via in direzione Ferrara.
5 ragazzi (Andrea, Paolo, Alessandro, Mattia e Alessandra) che andavano a manifestare contro più di 30 tra studenti e ricercatori.
Numeri che però non sono contati niente quando abbiamo cominciato la nostra controprotesta: io e Paolo con il megafono urlando nella speranza che qualcuno di loro capisca che è meglio smettere di lamentarsi e gli altri 3 che salivano su per le scale del Comune cercando di togliere lo striscione e le bandiere dell'Unione degli Universitari dagli uffici comunali.
I ragazzi hanno ovviamente incontrato qualche difficoltà nell'entrare nella sala "simbolicamente" occupata: dico simbolicamente perchè il Sindaco aveva autorizzato quest'azione e infatti le istituzioni non sapevano più come comportarsi, se assecondare gli studenti di sinistra (quindi i loro voti) o se accettare di togliere lo striscione come da noi richiesto.
Dopo aver diligentemente aspettato una risposta, Alessandro Pracucci, nostro consigliere di facoltà di Architettura, in un impeto a metà tra un D'Annunziano volo su Vienna e una presa della "Bastiglia" comunale ha deciso di togliere quel simbolo politico da un'istituzione pubblica (e quindi di tutti) buttandolo giù dal balcone.
La cosa non ha fatto molto felici i nostri compagni locali che hanno animato la discussione che stavamo facendo nella piazza davanti al famigerato balcone; questo fino all'invito delle forze dell'ordine di spostarci da quella zona (seguita poi da una schedatura dato che non avevamo autorizzato la nostra protesta).
Aspettiamo qualche minuto poi vediamo uno striscione lungo almeno 20 metri che veniva calato dalla parte più alta del Castello, sede della nostra Provincia. Sapendo che ripetere l'azione precedente era molto difficile da ripetere abbiamo aspettato che le forze dell'ordine ordinassero di togliere quello striscione, non autorizzato.
Tirando le somme, abbiamo visto che la sinistra universitaria continua senza sosta a contrastare una riforma che danneggia solamente i professori e i baroni che continuano a vivere da diversi anni su questo sistema universitario che gli garantisce una rendita di posizione. Oltre ai professori si uniscono i ricercatori, futuri docenti che vedono sparire le proprie speranze di una vita agiata come quella dei loro predecessori.
Ma, cosa ancora più grave, il Sindaco e l'amministrazione comunale ha appoggiato una protesta del genere, consentendo l'invasione degli uffici comunali da parte di queste persone: così si sono apertamente schierati contro la riforma e il Governo divenendo così rappresentanti solo di una parte politica e non di tutta la città.
Appoggiando questa protesta, gli studenti vengono solo usati da docenti, ricercatori e forze politiche, togliendo loro anche il tempo fisico per poter finire gli studi e pensare seriamente al loro futuro: questo poi costringe anche noi a perdere tempo correndo dietro le loro proteste per cercare di far vedere l'altro lato della medaglia. Non vorrei diventare fuori corso per colpa di qualcuno che blocca le lezioni, occupa le sedi o protesta per la mia città.
L'immagine di apertura non poteva non richiamare 300, perchè anche noi, pur essendo pochi contro un esercito che a volte ci può sembrare imbattibile, siamo riusciti a rovinare la festa ai nostri "cari" compagni.
mercoledì 20 ottobre 2010
Basta Bugie..andate a lezione!
LEGGE 133 E DDL GELMINI 1905: LA PROTESTA DELL’ASSURDO
Tutti ci lamentiamo dell’attuale Università Italiana. Tutti diciamo che per far ricerca bisogna fuggire all’estero. Tutti vediamo che così non và. Ma il cambiamento spaventa e scatena le proteste: PROTESTE ASSURDE!
Legge 133 e DdL 1905: LA VERITÀ…TUTTO IL RESTO È MENZOGNA!
IL DIRITTO ALLO STUDIO… Nel 2009 per la prima volta TUTTI gli aventi diritto hanno avuto la BORSA DI STUDIO, grazie a 135 milioni di euro destinati ai ragazzi capaci e meritevoli, privi di mezzi economici. Fino ad oggi solo 140.000 dei 180.000 ragazzi idonei riuscivano ad ottenere la borsa di studio e l’esonero dalle tasse universitarie. Nel 2009 il governo ha anche stanziato 65 milioni per nuove residenze universitarie, per un totale di 1.700 posti letto in più.
I TAGLI… Per risparmiare risorse la nuova legge prevede la fusione degli atenei più piccoli e la razionalizzazione delle facoltà, che per ogni ateneo non potranno essere più di 12. Saranno inoltre passati in rassegna tutti gli oltre 5000 corsi di laurea oggi attivi. Per gli atenei con problemi di bilancio, le università che continueranno a utilizzare più del 90% dei finanziamenti statali per le spese fisse (personale e ammortamenti) verranno inibite dal bandire concorsi per nuove assunzioni.
..E IL MERITO! Nel 2009 una parte dei fondi destinati alle Università è stata elargita sulla base di criteri di MERITO. Il 7% del Fondo di finanziamento ordinario, circa 525 milioni di euro, è stato distribuito in base alla QUALITÀ DELLA RICERCA (2/3 del fondo) e DELLA DIDATTICA (1/3 del fondo) degli atenei. Sfatiamo il mito dei fondi alla ricerca: in Europa il finanziamento è del 3% del PIL, in Italia è dell’1%. VERO: ma, mentre in Europa il 2% proviene da fondi privati, in Italia il finanziamento è tutto pubblico! Con la Riforma, i ricercatori dopo 6 anni potranno ottenere, solo in base ad una valutazione OGGETTIVA delle ricerche svolte e delle loro pubblicazioni, l’abilitazione nazionale a docente di seconda fascia. Solo chi avrà lavorato potrà divenire professore. Non basterà quindi essere “ricercatore”, ma occorrerà aver svolto ricerca pubblicata e didattica valutata anche dagli studenti (vengono introdotte 250 ore di didattica obbligatoria e retribuita). La Sinistra Universitaria (RUA-UDU), appoggiando queste proteste, si rende uno strumento (molto rumoroso e colorato, ma poco efficace) in mano a pochi soggetti che vogliono permanere nelle loro rendite di posizione e che trarranno grandi benefici nel lasciare la situazione immutata.
BASTA BUGIE . . . ANDATE A LEZIONE!
